QUESTO E' UN BLOG "DI PANCIA", SIA CHIARO


Questo blog non è una testata giornalistica ed è aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Gli autori, inoltre, non hanno alcuna responsabilità per quanto riguarda i siti ai quali è possibile accedere tramite i collegamenti posti all'interno del sito stesso, forniti come semplice servizio agli utenti della rete. Lo stesso per i siti che forniscono dei link alle risorse qui contenute. Il fatto che questo blog fornisca questi collegamenti non implica una tacita approvazione dei contenuti dei siti stessi, sulla cui qualità, affidabilità e grafica è declinata ogni responsabilità. Gli autori dichiarano di non essere responsabili per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi agli autori, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Gli autori del blog si riservano il diritto di rimuovere senza preavviso e a loro insindacabile giudizio commenti che risultino offensivi, volgari, blasfemi, inutili, altamente provocatori o che abbiano contenuti di natura pubblicitaria. Inoltre, gli autori non sono in alcun modo responsabili del contenuto dei commenti inseriti dagli utenti del blog: questi ultimi, pertanto, se ne assumono la totale responsabilità.

domenica 19 febbraio 2017

L'IDEA DI PAESE

Quando lo scorso martedï i membri e i consiglieri delle opposizioni  si sono riuniti per dibattere della questione Burchio sondando altresí il terreno sulla eventuale possibilità di perseguire una strategia politica comune, a mio modo di vedere,  avrebbero dovuto semplicemente guardarsi negli occhi e porsi reciprocamente una domanda. Questa:

"che idea di paese abbiamo?"

E constatare conseguentemente se nelle risposte fornite a questa basilare domanda si potesse ricavare una unità di intenti propedeutica ad un agire in modo coordinato.
Avrebbero in questo modo impiegato non più di 5 minuti nel prendere atto che quella visione comune non era presente. Si sarebbero alzati, salutati cordialmente e avrebbero evitato comunicati abbastanza inutili.

Perchè, parliamoci chiaro, il nocciolo politico nella visione urbanistica del progetto non è caratterizzato dall'esame delle carte, dei progetti o della quantità di metratura cubica che si intende costruire. 
No, la materia dirimente in questo caso è un'altra e risponde ad una constatazione abbastanza semplice. Ovvero a due sostanziali antitetiche possibilità:

- La prima, che poi è quella della amministrazione che porterà in Consiglio Comunale la variante, che crede in quell'opera e la considera propedeutica ad uno sviluppo turistico e occupazionale della nostra cittadina.

- La seconda, che poi è quella di UPP, forse del Movimento Cinque Stelle e sicuramente della parte di Città Mia non strettamente riferibile al PD, che sostiene che la nostra cittadina non può permettersi un'altra speculazione edilizia,  anche  in considerazione di una pesante sentenza del Consiglio di Stato che alcune cose le ha enunciate. Nonchè tenendo anche conto del particolare momento socio/economico che la nazione Italia, le Marche e Porto Recanati hanno conosciuto con  il fallimento del principale istituto bancario locale dovuto a fidi non onorati da parte di importanti imprenditori edili locali e con una serie di incompiute che sono in bella vista nella nostra cittadina e nei suoi paesi limitrofi.

Prendere una posizione su una delle due tesi sopra enunciate è indispensabile per chi siede nei banchi dell'opposizione. E non esiste una soluzione intermedia questa volta. Non esiste un iter avviato con i rischi connessi nel dire no (ve lo ricordate il PD?), non esiste la via di mezzo.

Bisogna schierarsi, insomma. Di qua o di là. Ed agire in conseguenza. 

L'attuale opposizione, diciamocelo chiaro e tondo, non è in grado di schierarsi decisamente e convintamente verso una di queste due dicotomiche teorie di "che idea di paese abbiamo?"

Prendiamone atto prima possibile dunque evitando comunicati congiunti che, piaccia o no, non dicono nulla e costituiscono un inutile e improduttivo prendere tempo.

E  (lo ribadisco a chi non ha capito i concetti basilari espressi in questo post) altro non sono che brodini riscaldati di chi, in modo unitario, non può e mai potrà esporre un parere comune. 



venerdì 17 febbraio 2017

I BRODINI RISCALDATI DELLE OPPOSIZIONI CONGIUNTE

La notizia che le opposizioni si sarebbero dovute riunire in forma congiunta per parlare della seconda "vicenda Burchio" era trapelata in città da diversi giorni. Prendiamo atto dal comunicato emesso che questo incontro c'è stato. Gli elefanti si sono riuniti per partorire successivamente un topolino di comunicato che, si presume, abbia fatto perdere il sonno alla Amministrazione Mozzicafreddo. .

Perchè parliamoci chiaro, il comunicato ci va giü veramente duro.... Si narra infatti che preso atto  della frase in esso contenuta  che recita:

"Ci si aspetta che l'Amministrazione Comunale provveda immediatamente a fornire quanto depositato dai proponenti (della variante)" 

Che prosegue con:

"Appena esaminata la documentazione, ci si esprimerà anche sul merito della nuova richiesta di variante"

... bè che dire. Se non che alla lettura di una sbobba simile i polsi della Ubaldi e di Mozzicafreddo  sono tremati e la  maggioranza è caduta nel totale panico!! L'anestetico    profuso a dosi massicce dalle  opposizioni riunite in forma congiunta infatti,  ha provocato un effetto letargico tale su sindaco e assessori che il Comune nelle prossime settimane verrà presumibilmente commissariato in attesa del risveglio primaverile di sindaco e assessori. I quali, da ieri sera, scossi dalla virulenza di un comunicato simile, hanno deciso di rivolgersi in massa alle cure di un pool di psichiatri al fine di evitare i probabili disturbi narcolettici che deriveranno dalla lettura dello stesso. .

Mai mi era capitato in vita mia di leggere 10 righe di roba più insulsa e inutile. Ho provato a stampare questo comunicato che immagino sia stato condiviso da ogni singolo gruppo firmatario  ma la mia stampante ha prodotto un foglio bianco rifiutandosi di sprecare inchiostro. Perchè ho una stampante intelligente, sia chiaro. Ed ha attiva l'opzione "non stampare cose inutili". Facendomi risparmiare prezioso toner.

Bene, dopo questa "scossa" sulla politica locale al cui cospetto gli eventi sismici che hanno martoriato la nostra regione sono zucchero filato, da oggi lo scenario politico cittadino varierà in modo importante. 

Perchè le opposizioni, sul Burchio, hanno fatto richiesta di accesso agli atti. E si esprimeranno conseguentemente. Ergo: sono cazzi.

Sono cose che ti cambiano l'esistenza. A tal punto che sto pensando di chiudere il blog e aprirne un altro che parli  di cucina.  Lo chiamerò "Le ricette della Ubi" 

Voi non lo sapete  ma si narra che il nostro vice sindaco sia molto brava tra i fornelli. Siamo in trattativa. Lei mi fornirà due ricette al giorno che io trasformerò in altrettanti post.

Tutta roba piccante che tiene svegli. Alcune ricette saranno su mia richiesta afrodisiache. Perchè dopo il comunicato delle opposizioni i sessuologi temono un effetto propedeutico alla "pace dei sensi". Insomma Porto Recanati rischia di divenire "Città desessualizzata" - Bisogna fare qualcosa per stimolare le nascite e per evitare che la Lorenzin ci mandi gli ispettori.

L'arte culinaria del resto può  notoriamente  scatenare effetti afrodisiaci. E dopo certe letture di comunicati abbiamo disperato bisogno di rimettere in moto sopiti sensi.

State sintonizzati. 






giovedì 16 febbraio 2017

BURCHIO: IL COMUNICATO CONGIUNTO DELLE OPPOSIZIONI

COMUNICATO CONGIUNTO SULLA NUOVA VARIANTE DEL BURCHIO


Lo scorso martedì, le delegazioni delle forze di opposizione ( Città Mia, Movimento 5 stelle, Porto Recanati a cuore, Uniti per Porto Recanati) si sono incontrate per discutere insieme sulla questione "Burchio", tornata prepotentemente di attualità dopo quanto emerso dalle testate giornalistiche locali. 

Si dovrà tornare ad affrontare, una questione che sembrava ormai chiusa per sempre dalla sentenza emessa dal Consiglio di Stato nell'Aprile 2016.

I Gruppi hanno prontamente richiesto copia della documentazione relativa alla delibera di giunta del 2 febbraio 2017, che ha come oggetto "l'adozione di una variante urbanistica relativa ad alcune aree di proprietà ubicate in zona Montatrice presentata da diversi soggetti, soggetti al momento non meglio identificati.

Ci si aspetta che l'Amministrazione Comunale - secondo quelle regole di correttezza e trasparenza che il Sindaco nei vari Consigli si è sempre vantato di rispettare - provveda "immediatamente" a fornire quanto depositato dai proponenti.  

Appena esaminata la documentazione, ci si esprimerà anche sul merito della  nuova richiesta di variante.


CITTA’ MIA
MOVIMENTO 5 STELLE
PORTO RECANATI A CUORE
UNITI PER PORTO RECANATI


martedì 14 febbraio 2017

IL REFERENDUM (PER IL BURCHIO) E' UNA PROPOSTA BISLACCA?

Ieri Città Mia con una corposa nota ha manifestato i suoi numerosi dubbi sulla vicenda Burchio 2 concludendo il suo comunicato con una richiesta di referendum consultivo per determinare se la città sia a favore o contraria al Burchio.

Qualcuno magari può trovare questa richiesta un po' bislacca e incomprensibile, ricordandoci che chi vince le elezioni e ottenendo la maggioranza relativa ha tutto il diritto di compiere le scelte che ritiene più opportune per raggiungere quello che, dal proprio punto di vista, rappresenta il bene della città.

E' ovvio che per ogni scelta dunque non si possa e non si debba ricorrere a consultazioni popolari.

Ma la domanda da porsi è: "Il Burchio, ovvero la più grande variante urbanistica nella storia della nostra città, può ritenersi una scelta ordinaria?"

A mio modo di vedere no. Essenzialmente per due motivi.

Il primo l'ho già specificato in un post precedente. E consta nel fatto che, piaccia o no, dalle parti della lista di Insieme Alla Gente, nessuno in campagna elettorale aveva preannunciato che in caso di vittoria delle elezioni la prima misura corposa e importante che si sarebbe adottata avrebbe appunto riguardato la reiterazione della Variante del Burchio.

Il secondo è insito nella sentenza del Consiglio di Stato. E se qualcuno se la fosse dimenticata, ricordo che nella parte saliente recitava:

Punto  5.3 della sentenza:

In definitiva il Comune, nell'approvare la variante poi annullata in autotutela, ha considerato una serie di importanti vantaggi che sarebbero potuti derivare dall'operazione (dal potenziamento dell'offerta turistica alla positiva ricaduta occupazionale all'avvio di interventi di urbanizzazione primaria), ma ha del tutto omesso di considerare il gravissimo, negativo impatto che l'opera avrebbe avuto sul delicato equilibrio del proprio territorio.

Così facendo il Comune ha esercitato male la propria pur ampia discrezionalità in materia urbanistica e ha adottato una delibera illegittima, esposta come tale al rischio di annullamento in autotutela che, al variare della situazione politica, si è appunto verificato.


Insomma, se viviamo in uno stato di diritto come io non smetterò mai di credere, le sentenze si rispettano. E delle sentenze bisogna tenere conto nei comportamenti futuri. Se un organo supremo scrive in una sentenza definitiva che la variante avrebbe avuto un "negativo impatto sul delicato equilibrio del proprio territorio", non sarebbe male se prima di riproporla chi ha l'onere e l'onore di amministrare la città si  faccia un bagno di costruttiva umilità chiedendo una consultazione popolare.

Magari l'80% dei portorecanatesi vogliono questa reiterazione di variante. Ma magari no.

Per saperlo,  bisogna chiederlo. E ad organizzare un referendum consultivo non ci vuole tantissimo.








lunedì 13 febbraio 2017

QUESTIONE BURCHIO 2 - LA NOTA DI CITTÀ MIA (CON PROPOSTA DI REFERENDUM)

Nota di Città Mia:

Abbiamo recentemente appreso dai giornali locali l'intenzione della società proponente di ripresentare il progetto del resort del Burchio assieme alla proposta alla giunta di affidamento al dirigente dell'ufficio tecnico dello studio di una variante su quei terreni. Oltre ciò non si hanno attualmente altri elementi in merito.
Ovviamente prima di esprimere un giudizio definitivo è doveroso studiare il nuovo progetto e soprattutto analizzare le differenze con il precedente.
Ricordiamo che la provincia in primo luogo aveva imposto delle prescrizioni molto importanti al progetto, in secondo luogo vi è stata la sentenza del Consiglio che, citiamo testualmente, riferendosi all'amministrazione Ubaldi: "ha del tutto omesso di considerare il gravissimo, negativo impatto che l’opera avrebbe avuto sul delicato equilibrio del proprio territorio". Non si può, infine, dimenticare il riassetto della mappatura del rischio idrogeologico fatta recentemente dalla Regione Marche che riguarda anche quel terreno. 
Tale atto annullato dal CdS ha esposto il comune ad un serio rischio di pesanti risarcimenti, rimane scontato da quanto appena detto, che un progetto  come quello originario o semplicemente con qualche ritocco non possa essere accettabile.
Ricordiamo inoltre le notizie in base alle quali la società avesse intenzione di procedere nella revocazione della sentenza al Cds e le dichiarazioni riguardanti il voler ricorrere al giudice dell'ottemperanza per la quantificazione dell'indennizzo sul marciapiede perché quello proposto dal commissario Passerotti non si riteneva congruo. L'iter precedente non si può dunque ritenersi concluso e per questo risulta a nostro avviso decisamente inopportuno approvare varianti in quella specifica area.
Auspichiamo vivamente che la documentazione del progetto sia messa a disposizione delle opposizioni ed anche della cittadinanza con congruo anticipo in modo da poter effettuare le dovute valutazioni e non come accadde a dicembre 2013 dove fu consegnato solo pochi giorni di anticipo ed a ridosso delle festività natalizie.
Infine ci sembra profondamente inopportuno che una maggioranza votata da poco più del 10% degli aventi dritto porti all'approvazione in solitaria autonomia una variante ed un progetto che ha comportato una profonda spaccatura nella cittadinanza e nella politica locale e che è stato già pesantemente bocciato dall'organo supremo di giustizia amministrativa.
Per questo presentiamo una mozione per impegnare il comune ad indire un referendum consultivo su questo argomento.




CON QUALI SOLDI?

In questi giorni nei giornali locali lo sport preferito è quello di illustrare imponenti progetti che riguardano parti importanti della nostra cittadina.

Nessuno peró ci sta spiegando con quali soldi queste opere di una certa importanza si dovrebbero realizzare.
E in considerazione del fatto che proprio la settimana scorsa abbiamo scoperto che a far fallire Banca Marche sono stati i crediti mai riscossi di imprenditori edili che lavoravano sul nostro territorio, non sarebbe male se da ora in poi, per ogni progetto presentato da uno studio di architettura e pubblicizzato sulle pagine dei giornali locali, si provasse altresì a puntualizzare le modalità economiche con le quali il disegno possa trasformarsi in opera pubblica.

Perchè o si parla di cose fattibili e si narra come possano diventare tali, oppure si parla del solito libro dei sogni destinato alla solita triste fine.

 

 


sabato 11 febbraio 2017

IL DASPO URBANO (A CURA DEI SINDACI)

Fonte: corriere.it

Più poteri ai sindaci per la sicurezza delle città. Il consiglio dei ministri di ieri, su proposta del ministro dell’Interno Marco Minniti, ha approvato un decreto che realizza un patto tra prefetto e sindaci per dare loro più strumenti, come i poteri di ordinanza

In particolare è previsto che chi deturpa zone di pregio delle città non potrà più frequentarle per un periodo di 12 mesi. Un provvedimento simile al «Daspo» in vigore oggi negli stadi. Ma prima di arrivare a questo vengono introdotte sanzioni amministrative da 300 a 900 euro con l’allontanamento fino a 48 ore per chi lede il decoro urbano o la libera accessibilità o la fruizione di infrastrutture, luoghi di pregio artistico, storico e turistico, anche abusando di alcolici o droghe, esercitando la prostituzione «in modo ostentato», facendo commercio abusivo o accattonaggio molesto.

Il Daspo urbano interviene quando tali lesioni siano ripetute. Il periodo di allontanamento è di 12 mesi mentre diventa più lungo, da uno a 5 anni, per chi spaccia droga nelle discoteche e locali di intrattenimento. Al giudice invece la possibilità di disporre il ripristino o la ripulitura dei luoghi pubblici (o il risarcimento), per chi deturpa o imbratta beni immobili o mezzi di trasporto pubblici o privati. «Non diventiamo come il sindaco di New York ma almeno abbiamo una norma che ci dà poteri concreti» commenta con soddisfazione il sindaco di Bari Antonio Decaro, presidente dell’Anci, l’associazione dei Comuni.

PRIORITÀ

C'e chi critica l'Amministrazione Comunale di fare prioritariamente cose che non erano scritte a chiare lettere sul programma elettorale.

E c'è chi critica l'Amministrazione Comunale di non fare prioritariamente cose che erano scritte a chiare lettere sul programma elettorale.

 

venerdì 10 febbraio 2017

IL SEGRETARIO COMUNALE MASSI È STATO ASSOLTO

Fine della gogna mediatica per il nostro Segretario Generale Massi. Ieri è stato assolto dall'accusa di avere impiegato per scopi non pertinenti i fondi regionali destinati ai gruppi politici e ai consiglieri.

 

mercoledì 8 febbraio 2017

DELIBERA BURCHIO: L'INTERROGAZIONE URGENTE DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE


 

 

Al Sig. Sindaco del Comune di Porto Recanati 

 

OGGETTO: Interrogazione urgente a risposta scritta su: Deliberazione della Giunta Comunale

N. 16  del 02-02-2017

 

Il sottoscritto Consigliere Sauro Pigini

 

Premesso che:

in data 23.01.2017 con prot. n.2448, a firma di diversi soggetti aventi titolo, è pervenuta al Comune una richiesta intesa ad ottenere " l’adozione di una variante urbanistica ai sensi dell'art. 26 della L. R. n. 34/ 92 e seguenti, per il cambio di destinazione urbanistica relativa ad alcune aree di proprietà ubicate in zona Montarice";

 

Che in detta richiesta gli stessi soggetti comunicavano che la variazione medesima sarà "propedeutica alla realizzazione di un nuovo insediamento a carattere turistico alberghiero";

 

Preso atto che in data 2 febbraio 2017, con deliberazione n. 16, la Giunta Comunale ha formulato un atto di indirizzo, avente ad oggetto: “RICHIESTA SOCIETA’ CONERO BLU“ con cui ha incaricato il responsabile dell’UTC e del IV Settore (Urbanistica) per l’esame e la valutazione tecnica allegata alla documentazione tecnica di cui al prot. N. 2448 del 23.01.2017, in quanto il settore turistico e della ricettività alberghiera è strategico per l’economia e lo sviluppo economico dell’economia cittadina;

 

Ricordato che è attualmente in corso la ricerca di un responsabile per il IV settore (Urbanistica) avente requisiti professionali non posseduti dall’attuale facente funzioni di responsabile dell’Ufficio, soggetto incaricato dell’esame e della valutazione tecnica allegata alla documentazione per la richiesta della variante urbanistica;

 

Ricordato altresì che lo stesso funzionario, per sua stessa ammissione, ha collaborato con i tecnici della Conero Blu nella progettazione del marciapiede relativo alla precedente variante, bocciata dal Consiglio di Stato, e che pertanto una qualunque sua valutazione potrebbe non possedere i requisiti di necessaria terzietà richiesta alla Pubblica Amministrazione;

 

interroga il Sindaco per conoscere:

chi sia il proponente della deliberazione di giunta n. 16 del 2 febbraio 2017;

se per richiesta di variante per insediamento a carattere turistico alberghiero, debba intendersi anche la costruzione di civili abitazioni;

se nelle planimetrie esistenti presso gli uffici comunali sono stati riportati tutti i vincoli presenti nella deliberazione della giunta provinciale di Macerata relativi alla precedente proposta di variante urbanistica, sempre nella stessa zona;

se gli uffici comunali preposti hanno acquisito l’aggiornamento del PAI, approvato dalla Giunta Regionale in data 8 agosto 2016, relativo al dissesto idrogeologico del Burchio;

se per tutto quanto esposto precedentemente non si ritenga, anche al fine di evitare possibili controversie, di dover sospendere, ricorrendo all’istituto dell’autotutela amministrativa, l’esecutività della delibera n. 16 del 2 febbraio 2017.

 

Sauro Pigini, capogruppo del Gruppo Consiliare del Movimento 5Stelle del Comune di Porto Recanati

Porto Recanati, 8 febbraio 2017