QUESTO E' UN BLOG "DI PANCIA", SIA CHIARO


Questo blog non è una testata giornalistica ed è aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Gli autori, inoltre, non hanno alcuna responsabilità per quanto riguarda i siti ai quali è possibile accedere tramite i collegamenti posti all'interno del sito stesso, forniti come semplice servizio agli utenti della rete. Lo stesso per i siti che forniscono dei link alle risorse qui contenute. Il fatto che questo blog fornisca questi collegamenti non implica una tacita approvazione dei contenuti dei siti stessi, sulla cui qualità, affidabilità e grafica è declinata ogni responsabilità. Gli autori dichiarano di non essere responsabili per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi agli autori, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Gli autori del blog si riservano il diritto di rimuovere senza preavviso e a loro insindacabile giudizio commenti che risultino offensivi, volgari, blasfemi, inutili, altamente provocatori o che abbiano contenuti di natura pubblicitaria. Inoltre, gli autori non sono in alcun modo responsabili del contenuto dei commenti inseriti dagli utenti del blog: questi ultimi, pertanto, se ne assumono la totale responsabilità.

venerdì 24 marzo 2017

IL MOVIMENTO CINQUE STELLE INCONTRA IL PREFETTO


 

COMUNICATO STAMPA

 

IL MOVIMENTO 5STELLE DI PORTO RECANATI INCONTRA 

IL PREFETTO DI MACERATA

 

Questa mattina il portavoce Capogruppo alla Camera del MOVIMENTO 5STELLE, on.le Andrea CECCONI, accompagnato dal portavoce al Consiglio Comunale di Porto Recanati Sauro PIGINI, ha incontrato il prefetto di Macerata dottoressa Roberta Preziotti.

Nel corso del cordiale e proficuo colloquio sono state illustrate al Prefetto le difficoltà che incontrano le forze di opposizione di Porto Recanati ad espletare il loro compito istituzionale di funzione ispettiva e di controllo. Difficoltà dovute sia alla mancanza di informazione sull’attività gestionale dell’Ente da parte del Sindaco e sia per l’inosservanza, da parte  dello stesso Sindaco, dei tempi regolamentari di risposta agli atti ispettivi.

La sicurezza ed i problemi relativi all’Hotel House sono stati gli argomenti trattati successivamente e per i quali, a fronte delle informazioni fornite dalla dottoressa Preziotti, l’on.le CECCONI ha espresso il proprio impegno istituzionale perché i problemi, con i quali da anni deve convivere una parte rilevante dei cittadini di Porto Recanati, possano trovare un interlocutore a livello nazionale che abbia titolo per una loro risoluzione. 

Da parte del consigliere Pigini è stata sottolineata, inoltre, la drammatica situazione creatasi intorno all’area ex Hotel ROYAL, che costringe a vivere in uno stato di insicurezza e precarietà centinaia di cittadini che, tramite lo stesso Pigini, hanno fatto pervenire al Prefetto una petizione con oltre duecento firme. E’ stata infine espressa piena condivisione sull’iniziativa che il Prefetto sta sviluppando in tutta la provincia di Macerata relativamente al Controllo del vicinato, e per la cui implementazione sono stati forniti anche suggerimenti di natura tecnico operativa.

Al termine del colloquio, il consigliere Pigini, a fronte del vivo e convinto impegno che il Prefetto Preziotti profonde per la risoluzione dei problemi dell’Hotel House, ha proposto di istituire, nei locali a disposizione dell’amministrazione comunale, una sede di nucleo investigativo di Pubblica Sicurezza, a testimonianza della presenza dello Stato sul territorio.

Nei prossimi giorni sarà indetto un incontro pubblico per una informativa dettagliata dell’incontro e delle azioni intraprese.

IL MOVIMENTO 5STELLE DI PORTO RECANATI

Porto Recanati 24 marzo 2017

IL BUSINESS PLAN RICHIESTO (DAGLI ALTRI)

Eh si, sembra proprio che quando ci si appresta ad adottare una variante urbanistica propedeutica alla costruzione di strutture ricettivo/turistiche, chiedere il Business Plan e inserirlo nella documentazione obbligatoria per poter adottare la stessa variante, sia praticamente molto piu di una prassi negli altri Comuni.
Insomma il BP è inserito nella documentazione obbligatoria.

Perchè da noi no?

Che dite? Lo chiediamo a Patrassi che l'ha visto...??

 
    

DAL BURCHIO AL CALCIO?

La Maceratese Calcio è tecnicamente fallita. Non paga gli stipendi a calciatori e al personale addetto da mesi.
Secondo il Resto del Carlino chi potrebbe andare a salvarla?'
Due imprenditori. O meglio, un imprenditore, Paoloni (quello del marciapiede del Burchio) e un gruppo imprenditoriale (la Coneroblu che il Burchio lo dovrebbe edificare).

Fantasia o realtà?


 

giovedì 23 marzo 2017

QUELLO CHE NON CONVINCE

Mentre in altri blog da giorni si fanno le pulci ad ogni comportamento tenuto dalle opposizioni negli ultimi 10 anni e negli ultimi 4 giorni, da queste parti ci si continua ad occupare di quello che propone chi ci governa. E che è un tantino più importante in questo momento storico.

Il Burchio nei prossimi giorni, dopo la prima adozione della variante, scemerà fisiologicamente nell'interesse cittadino generalizzato, per poi risalire alla ribalta con il secondo passaggio in Consiglio Comunale.
Si può dunque abbozzare un primo resoconto. E chi vi scrive lo fa annotando tutte le cose ascoltate dal Sindaco in Consiglio Comunale che non gli sono affatto piaciute.

Partiamo da un presupposto. Il sindaco in Consiglio Comunale e il Vice Sindaco nelle interviste del giorno dopo , hanno piû volte ribadito di come quella adottata sia stata una scelta "ponderata" e condivisa  da tutti i membri della maggioranza.
Ora io non so che cosa intenda la maggioranza per "ponderazione", per cui annoto una serie di cose tramandandole ai posteri, con la speranza che siano  state  tutte "ponderate" in modo molto approfondito da chi decide anche per mio conto. 

1) la prima adozione della variante è passata. Ma noi non abbiamo visto esibito nessun impegno scritto e firmato dai dirigenti della Coneroblu a rinunciare alla istanza di revocazione di cui al precedente iter giudiziario. Ci dobbiamo fidare della vostra parola e della vostra "ponderazione" insomma. Ma la sensazione è che sia prevalsa la vostra straordinaria vicinanza al proponente a scapito di una tutela della collettività. Se per gli oneri da variante potrebbe essere plausibile quantificarli in sede di determinazione e approvazione del progetto, per il ritiro della istanza di revocazione da parte della Coneroblu  avreste dovuto  presentarvi in Consiglio Comunale con un atto o una scrittura di valore legale di rinuncia alla revocazione che tutelasse  tutta la cittadinanza. Anche e soprattutto quella che nello stesso progetto non ci crede. 

2) Quando il Sindaco ha detto che il Business Plan esiste, la azienda ovviamente ha provveduto a redigerlo, ma lui non lo ha esaminato (e studiato) a me è letteralmente crollato il mondo addosso. Alla faccia del "ponderato" insomma...
Ma come, cambi destinazione d'uso ad una quota parte del territorio dopo che la prima volta che ci avevi provato il Consiglio di Stato (non la bocciofila Comunale) ti ha anche accusato di non aver "tenuto conto dell'interesse collettivo" ;  fai tutto questo per consentire un investimento turistico da 60 Milioni di euro e 120 dipendenti fissi (questo ci avete detto) e non ti siedi un paio di settimane , 8 ore al dì, ad esaminare minuziosamente con il proponente tutti i minimi dettagli dell'operazione, la fattibilità del tutto, i dati di un ritorno economico dell'imprenditore e la relativa tempistica a riprova della solidità dell'impianto, il Break Even Point previsto, e tutta un'altra seria di dati che possano tranquillizzarti e tranquillizzarci sul fatto che non si vada a produrre un'altra incompiuta o un progetto pericolosamente  improduttivo? Ma stiamo scherzando? 
Fossi stato io il sindaco, ai proponenti avrei chiesto pure di voler esaminare il quadro glicemico di chi mette i soldi.
E se avevano 230 di colesterolo, dieta per tutti...


3) I soldi, appunto. Sono tanti. Troppi. Il vice sindaco nell'intervista a Radio Erre ha detto che come non controlla la provenienza dei presumibili  tre o quattrocentomila euro di quello che vuole costruirsi una palazzina in centro o ristrutturante un'altra, non è tenuta a controllare chi investe 60 milioni in questa operazione. Bene, senza tenere conto delle proporzioni quantitative che sono evidenti, penso che  mai esempio fu più infelice. In primis perchè a quello dei 60 milioni gli stai facendo una delle varianti al PRG piû imponenti della storia urbanistica di questo paese. Poi perchè sostenendo certe cose significa che le incompiute del nostro territorio, gli istituti bancari falliti e nazionalizzati, le strutture fatiscenti che fanno da biglietto da visita all'ingresso sud del paese, non ti hanno insegnato un bel niente. Continui infatti ad agire in leggiadra fiducia verso chi ti promette, quando dovresti invece usare per lo meno un linguaggio più rassicurante da questo punto di vista.
Più "ponderato"  insomma.

4) se nel tuo  intervento da Sindaco in Consiglio Comunale ci tieni a dire che "Maresca ha solo lo 0,03% dei terreni interessati a variante" omettendo di rifeire che la sua consorte (Cristina Vergari) in qualità di socia al 50% della Collina Srl con l'adozione della variante (permuta cosa futura) incasserà un cospicuo assegno per la vendita di importantissimi  lotti interessati all'affare, le cose sono due:' o non hai "ponderato", o stai riferendo una cosa in modo parziale e parzialmente veritiero.

Insomma, dai 4 punti sopra discussi e a mio modo spiegati, io riterrei che se c'è stata ponderatezza e consenso unanime da parte della maggioranza su questa operazione, non si possa altresì non sostenere che dal mio personale e opinabile punto di vista, ci sia stata anche un po' di leggerezza.
E la sensazione che ne sussegue è quella della enorme fiducia che deponete verso il proponente che vi porta a non dover affrontare alcuni dei temi sopra esposti.

Ma la fiducia di cui sopra è un mood che non potete pretendere sia compreso dall'intero paese.

E di questo dovete farvene una ragione. 

mercoledì 22 marzo 2017

CONSIGLIO COMUNALE: L'INTERVENTO DI ALESSANDRO ROVAZZANI PAC

Anche Alessandro Rovazzani mi ha mandato il suo intervento. O meglio, una traccia dello stesso. Visto che in varie fasi del suo discorso è andato "a braccio" ampliando sul momento gli approfondimenti.

CONSIGLIO COMUNALE 20 MARZO 2017

 

1)-COMPLIMENTI SINDACO PER DOPPIA SEDUTA RAVVICINATA (oltre appuntamento il 24 marzo per convegno su "RAPPORTO DI BUON VICINATO")

 

IN EFFETTI ERAVAMO STATI ABITUATI A TEMPISTICHE PIU LUNGHE - A TEMPI BIBLICI OSEREI DIRE- SIA PER LA CONVOCAZIONE DEI CONSIGLI COMUNALI SIA PER LA DISCUSSIONE DI MOZIONI ED INTERROGAZIONI 

PERO' OGGI SI PUO' PRENDERE ATTO CHE E' CAMBIATO IL VENTO, CON UN PO DI IMPEGNO SIETE RIUSCITI A FISSARE DUE CONSIGLI COMUNALI DI NOTEVOLE IMPORTANZA COSI RAVVICINATI E CIO CI INDUCE A PENSARE CHE SARETE UGUALMENTE ATTENTI A RISPETTARE LE TEMPISTICHE PER OGNI  RISPOSTA DA DARE ALLA MINORANZA IN FUTURO.

 

2)OGGI CI TROVIAMO DI NUOVO A PARLARE DI BURCHIO O MEGLIO DI BURCHIETTO CONSIDERATO CHE IL PROGETTO ORIGINARIO E STATO MODIFICATO COSI COME CI VIENE PRESENTATO IN QUESTA VARIANTE.

 

3)CONSIDERATO L'ERRORE FATTO NEL PASSATO MI SAREI ASPETTATO CHE PRIMA DI PORTARE IN CONSIGLIO COMUNALE L'ADOZIONE DI QUESTA VARIANTE LEI -CHE SI E' SEMPRE PROFESSATO SINDACO DI TUTTI I CITTADINI- AVESSE ALMENO CONVOCATO UNA ASSEMBLEA CITTADINA PER ILLUSTRARE IL NUOVO PROGETTO O ALMENO IL PERCHE' DELLA MODIFICA RISPETTO A QUELLO ORIGINARIO PROPOSTO NEL DICEMBRE 2013.

 

4)CAMBIANO GLI ATTORI (O QUASI) MA NON LE MODALITA' DI AFFRONTARE LE QUESTIONI ANCHE LE PIU DELICATE SE E VERO COME SI SOSTIENE CHE QUESTA VARIANTE URBANISTICA RISULTI ESSERE UNA DELLE PIU IMPORTANTI DEGLI ULTIMI ANNI E CHE COMUNQUE TALE QUESTIONE E' RIUSCITA A DIVIDERE L'OPINIONE PUBBICA SIA A LIVELLO CIVILE CHE POLITICO.  

 

5)PRIMA DI RIBADIRE IL PESIERO DI PORTO RECANATI A CUORE SULLA QUESTIONE (SOPRATTUTTO PER CHI DURANTE L'ULTIMO CONSIGLIO COMUNALE NON E' STATO MOLTO  ATTENTO) SAREI CURIOSO DI SAPERE SE TUTTI I MEMRI DELLA MAGGIORANZA CONOSCONO NELLO SPECIFICO LA QUESTIONE DI CUI STIAMO PARLANDO OGGI.

 

E' OVVIO CHE QUESTA VARIANTE PER POTER ESSERE ADOTTATA NON HA SICURAMENTE NECESSITA' DEI VOTI DELLA MINORANZA MENTRE I CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA CON IL LORO VOTO POSSONO DETERMINARNE L'ADOZIONE O MENO.

 

6)VORREI SAPERE SE I CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA SANNO CIO' CHE HA SCRITTO IL GEOMETRA GIACOMELLI NELLA PROPRIA RELAZIONE?

I CONSIGLIERI (E LASCIO VOLUTAMENTE FUORI L'ING MOZZIGAFREDDO ED IL GEOMETRA TOSCHI PER LA LORO  PROFESSIONE E LA DOTTORESSA UBALDI OVVIAMENTE INFORMATISSIMA SULL'ARGOMENTO) CONOSCONO IL CONTENUTO DI QUANTO SCRITTO NEL RAPPORTO DI MONITORAGGIO INCLINOMETRICO DELL'OTTOBRE 2016 PRESENTE NEI DOCUMENTI DELLA VARIANTE? (PAGINA 1 DELLA RELAZIONE + CARTOGRAFIE)

 

 

7)NOI COME MINORANZA ABBIAMO L'OBBLIGO DI PREPARARE IL NOSTRO COMPITINO (COME L'HA DEFINITO LA VOLTA SCORSA L'ASSESSORE SABATINI) MA VOI COME MAGGIORANZA AVETE IL DOVERE DI SAPERE COSA STATE VOTANDO CONSIDERANDO CHE SARA' IL VOSTRO VOTO A DETERMINARE O MENO L'ADOZIONE DI QUESTA VARIANTE 

ED E' UN DOVERE CHE NON SIETE CHIAMATI A RISPETTARE NEI CONFRONTI DI ROVAZZANI DI PAC O DELLE ALTRE FORZE DI MINORANZA MA E' UN DOVERE CHE AVETE NEI CONFRONTI DI TUTTI I CITTADINI, DI QUELLI CHE VI HANNO VOTATO E DI QUELLI CHE INVECE NON VI HANNO VOTATO MA I CUI INTERESSI OGGI, IN QUANTO AMMINISTRATORI, SIETE CHIAMATI A RAPPRESENTARE E TUTELARE IN MANIERA SERIA 

 

Durante il consiglio comunale è stato fatto notare che i vari consiglieri non avevano neppure la documentazione relativa all'argomento in discussione 

 

7) OGGI NON VOGLIO PARLARE DI BURCHIO (IL CUI PROGETTO PRESENTATO NEL 2013 RAPPRESENTAVA ALCUNE CRITICITA')

E MI PREME RICORDARE CHE PAC E' STATA L'UNICA FORZA POLITICA (NON ERAVAMO NEPPURE IN AMMINISTRAZIONE ALL'EPOCA) A FAR ESPORRE L'ORIGINARIO PROGETTO ALLA CONERO BLU IN UNA CONFERENZA PUBBLICA 

QUESTO PROPRIO PER ANALIZZARE INSIEME AI CITTADINI LE CRITICITA' ED I DUBBI CHE SI AVEVANO SU DI UN PROGETTO PRESENTATO IN FRETTA E FURIA DURANTE LE VACANZE DI NATALE DEL 2013   

 

8)IL PROGETTO BURCHIO E' STATO "CASSATO" DALLA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO (NEI CONFRONTI DELLA STESSA SENTENZA E' STATA PRESENTATA ISTANZA DI REVOCAZIONE) 

AD OGGI QUELLA SENTENZA HA MESSO UN PUNTO SULLA QUESTIONE BURCHIO 

LA PROFESSIONE CHE ESERCITO MI SPINGE AD OSSERVARE QUANTO DISPOSTO DA UNA SENTENZA ALMENO FINO A QUANDO LA STESSA NON SARA' EVENTUALMENTE RIFORMATA DA ALTRA SENTENZA

SI DEVE RISPETTARE CHI GOVERNA CON IL 23% DEI CONSENSI MA  SI DEVONO ANCHE RISPETTARE LE SENTENZE

INOLTRE SE VENISSE REVOCATA LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO CI TROVEREMMO DI FRONTE A DUE VARIANTI PER LA  STESSA LOTIZZAZIONE - SARA' IL PRIVATO A SCEGLIERE, A TAL PUNTO, QUALE PORTARE AVANTI?  

 

9) CHE LA QUESTIONE BURCHIO PER PAC FOSSE FINITA CON LA PRONUNCIA DEL CONSIGLIO DI STATO E' STATO DETTO E RIDETTO MILLE VOLTE IN CAMPAGNA ELETTORALE MA PROBABILMENTE QLC HA FATTO FINTA DI NON CAPIRE O GLI HA FATTO COMODO INTERPRETARE A PROPRIO MODO LE NOSTRE DICHIARAZIONI.

 

10)OGGI LA NOSTRA ATTENZIONE E SUL BURCHIETTO!!!

UN PROGETTO DIVERSO RISPETTO A QUELLO ORIGINARIO DEL BURCHIO  

UN PROGETTO CHE VIENE PRESENTATO IN MISURA RIDOTTA UN PROGETTO CHE PRESENTA ANCORA CRITICITA'

CRITICITA' CHE OGGI RISULTANO ADDIRITTURA AGGRAVATE RISPETTO AL 2013

 

MI RIFERICO ALLE PORZIONI DEL VERSANTE CARTOGRAFATE IN DISSESTO NELLA TAVOLA RI-39  DEL PAI REGIONALE CHE A SEGUITO DELL'AGGIORNAMENTO DEL SETTEMBRE 2016 SONO STATE ACCORPATE ED AMPLIATE IN UNA UNICA FRANA CON CODICE F-16-0002 ED AUMENTATE DI PERICOLOSITA' DA P2 A P3 SU UNA SCALA MASSIMA DI 4 (VEDERE TAVOLA)

 

E' VERO CHE OGGI MI SENTIRO' RISPONDERE DAL SINDACO O DA CHI PER LUI CHE QUELLA PARTE DI AREA NON RISULTA -AL MOMENTO- INTERESSATA DALLA VARIANTE- E CHE SIAMO IN ATTESA DELLA PRONUNCIA DELLA AUTORITA' DI BACINO SULL'AREA INDIVIDUATA E DELIMITATA CON INDICE DI PERICOLOSITA' P3 

 

MA E' ANCHE VERO CHE OGGI NON PUO' ESSERE NEGATO CHE LO STESSO PROGETTO ORIGINARIO -COSI' COME ERA STATO PRESENTATO NEL DICEMBRE 2013- HA DOVUTO ESSERE MODIFICATO PERCHE' CI TROVIAMO IN UNA ZONA INTERESSATA DA RISCHIO IDROGEOLOGICO DI LIVELLO P3 SU UN MAX DI P4

 

IN PRATICA STIAMO PARLANDO DI UN COLOSSO DAI PIEDI DI ARGILLA.... (VEDI TAVOLE)

 

11)NON SI COMPRENDE QUINDI L'ACCANIMENTO DI QUESTA AMMINISTRAZIONE NEL VOLER PERSEGUIRE UN PROGETTO LA CUI REALIZZAZIONE CMQ DOVRA' PARTIRE MONCA RISPETTO AL DISEGNO INIZIALE

-SUSSISTE RISCHIO DI REALIZZARE CMQ L'OPERA IN UNA ZONA OVVIAMENTE NON SOGGETTA A VINCOLO DEL PAI MA A CONFINE CON UNA AREA A RISCHIO SMOTTAMENTO

-IN QLS CASO LA REALIZZAZIONE DI UNA LOTTIZZAZIONE COSI 'IMPORTANTE IN QUELL'AREA -CHE COMPORTERA' UNA INEVITABILE MODIFICAZIONE MORFOLOGICA DEL TERRENO E DI TUTTA LA ZONA CIRCOSTANTE- POTREBBE RAPPRESENTARE UN RISCHIO PER LA INCOLUMITA' DEI CITTAIDNI E DEGLI UTENTI DEL RESORT

CIO DOVREBBE FAR RIFLETTERE I CONSIGLIERI TUTTI E PORTARLI A RAGIONARE SULL'OPPORTUNITA' DI ADOTTARE UNA TALE VARIANTE

(ESEMPIO RIGOPIANO-PORTO RECANATI)

 

12) E' GIUSTO CHIARIRE CHE PAC E' FAVOREVOLE ALLA REALIZZAZIONE DI OPERE A CARATTERE TURISTICO-RICETTIVO CHE POSSANO MIGLIORARE LA QUALITA' E L'OFFERTA TURISTICA DEL NOSTRO PAESE

-PAC E' FAVOREVOLE AD OGNI TIPO DI INZIATIVA DA CUI POSSA DERIVARE UN IMPULSO ALL'ATTIVITA' ECONOMICA E COMMERCIALE DI PORTO RECANATI 

-PAC E' FAVOREVOLE ALLA PROMOZIONE DI INTERVENTI E ALLA REALIZZAZIONE DI OPERE DA CUI POSSANO DERIVARE NUOVI POSTI DI LAVORO

-PAC NON E' FAVOREVOLE A REALIZZARE DI TALI INTERVENTI SULLA COLLINA DEL BURCHIO PER I MOTIVI E LE CRITICITA' SOPRA EVIDENZIATE

-PAC RITIENE CHE LA SICUREZZA E LA INCOLUMITA' DEI CITTADINI  SIANO IL BENE PRIMARIO DA SALVAGUARDARE DA PARTE DI UN AMMINISTRATORE

 

13)LA TUTELA DI QUESTO BENE OGGI E' SUFFICIENTE (COSI' COME LO ERA STATO PER IL RIGASSIFICATORE NEL PERIODO 2009-2010) PER MOTIVARE LA NOSTRA POSIZIONE CONTRARIA 

 

14)PUR SE NEL CASO DEL RESORT SI TRATTA DI INVESTIMENTO A CARATTERE PRIVATO RITENGO CHE UNA AMMINISTRAZIONE LUNGIMIRANTE AVREBBE FATTO IN MODO -INSIEME ALL'IMPRESA INTERESSATA A REALIZZARE L'OPERA- DI INDIVIDUARE UN'AREA IDONEA E SCEVRA DA RISCHI

 

15)SPERO DI AVER CHIARITO LA POSIZIONE DI PAC SU BURCHIO A TUTTI COLORO CHE IN QUESTI GIORNI SI SONO POSTI QUESTA DOMANDA 

CI FA PIACERE CHE IL NOSTRO PENSIERO SIA TENUTO IN TALE CONSIDERAZIONE SIA DA PARTE DELLA MINORANZA CHE DA PARTE DELLA MAGGIORANZA

 

VORREI PRECISARE PERO CHE PAC (O IL SOTTOSCRITTO) NON RAPPRESENTANO (NE HANNO MAI RAPPRESENTATO) LA STAMPELLA DI NESSUNO: NE' DELLA UBALDI (E NON CAPISCO PERCHE' IL RIFERIMENTO SIA SEMPRE ALLA DOTTORESSA UBALDI.... FORSE LA CITTADINANZA NON SI E' ACCORTA CHE IL SINDACO E CAMBIATO RISPETTO AL 2009-2014) NE' DI NESSUN ALTRO 

 

DICHIARAZIONE DI VOTO: PAC CONTRARIO

IL MANUALE DELLA COMUNICAZIONE

"Vigileremo sugli investitori. Sulla provenienza del denaro degli stessi. Sui flussi finanziari. Lo faremo con tutti i mezzi di cui disponiamo. Non è ovviamente nostra intenzione approvare una variante a favore di chi non possa garantirci la perfetta e assoluta legalità, sotto tutti i punti di vista, dell'operazione. Per cui dico ai cittadini di Porto Recanati di stare assolutamente tranquilli anche da questo punto di vista"

dal fantasioso:  MANUALE DELLA COMUNICAZIONE DI UN SINDACO.

Edizione limitata. Introvabile a Porto Recanati.

E aggiungo per amore di giustizia: se certe cose le avesse pronunciate Sabrina Montali quando era sindaco l'avreste fatta tutti a pezzi, voi giornalisti.
Ora come mai tutto questo silenzio?


PARLO DOMANI

"Parlo domani" è la frase che si è trattenuta sulla bocca Rosalba Ubaldi per tutto il Consiglio Comunale di Lunedì scorso. E non parlare durante quel Consiglio Comunale gli è costata una fatica immane.

Così, alla tanto agognata nuova alba del nuovo giorno ha  dato il via agli sfoghi. In una sola giornata è riuscita a farsi intervistare da Cronache Maceratesi, Corriere Adriatico e Radio Erre. Stabilendo un nuovo record.
Un fiume in piena.
Come a voler specificare e puntualizzare che il "brevetto Burchio" è cosa sua.
Così il nostro vice sindaco ci ha tenuto a farci sapere che questa è una operazione di tutti i consiglieri. Che però "domani" non parlano. Li rappresenta lei.

La giornata di ieri è anche emblematica sotto un altro punto di vista. Il Burchio vi piacerà. Perchè ve lo faranno piacere. A tutti i costi. E ve lo faranno piacere a botta di interviste, letture e ascolti su tutti gli organi di stampa vicini alla casa madre.
Oggi Patrassi sul Corriere Adriatico pubblica un sunto degli interventi di Zoppi e Pigini in Consiglio Comunale. Li pubblica sotto un titolo a caratteri cubitali di un intervista del nostro amico Patrassi alla Ubaldi.
Sono tecniche di comunicazione dell'età della pietra. Ma sempre efficaci. Le conosce Patrassi. Le conosce il Corriere Adriatico.

La considerazione è che anche da questo punto di vista, quello dell'informazione e dell'influenza delle masse, sia una lotta impari persa in partenza. Fionde contro carri armati.

Con una successiva rassegnazione/accettazione che porterà il cittadino portorecanatese ad arrendersi per "sfinimento".



.

CONSIGLIO COMUNALE: L'INTERVENTO DI LOREDANA ZOPPI (UPP)

CONSIGLIO COMUNALE DEL 20 MARZO 2017.
INTERVENTO SULL’ADOZIONE VARIANTE AL PRG RIGUARDANTE LA COLLINA DEL BURCHIO

Il Comune, nell’approvare la variante, ha del tutto omesso di considerare il gravissimo negativo impatto sul delicato equilibrio del territorio”: queste sono le parole con le quali il Consiglio di Stato, lo scorso aprile, ha posto fine alla “questione Burchio”.
Evidentemente voi ve ne fregate dell’autorità giudiziaria e perseverate con protervia.
Nella proposta di delibera avete addirittura l’arroganza di sostenere le ragioni della Coneroblu, affermando che “nelle valutazioni del Consiglio di Stato avvenute nella precedente fase non sono stati considerati aspetti tecnici sostanziali ed oggettivi legati alla valutazione della sostenibilità ambientale della variante stessa”.

In sostanza, sostenete che i giudici hanno avuto torto nel dare ragione al Comune, l’Istituzione che voi rappresentate.
E’ allucinante! Non si è mai sentito di una parte che, dopo aver vinto la causa, dice al giudice che si è sbagliato.

Queste affermazioni sono lesive della posizione giuridica del Comune nel giudizio di revocazione ancora pendente con la Coneroblu.
State avallando le tesi della controparte e contestualmente gli state concedendo la variante richiesta senza neppure esservi premurati di definire il contenzioso.
Scrivete testualmente: “l’adozione della variante automaticamente vanificherà qualsivoglia ipotesi di pretesa risarcitoria eventualmente avanzata dalla società proponente, compreso la rinuncia al pagamento del marciapiede e delle opere connesse già realizzate che passeranno di proprietà del Comune”.

Primo: dov’è l’atto di rinuncia al risarcimento del danno da parte della Coneroblu?
Secondo: perché torniamo a parlare di risarcimenti che non sono dovuti, in quanto la Coneroblu, su invito del Consiglio di Stato, ha prodotto giustificativi di spesa per poco più di duemila euro?
Perché dovremmo pagare un marciapiede non collaudabile e costruito in parte su terreni di proprietà privata?
Non è forse denaro pubblico quello di cui state disponendo impropriamente?
Tale circostanza getta un’ombra sulle finalità perseguite dalla variante.

É vero che l’avvocato Sannino di Roma, incaricato dal Comune di fornire assistenza giudiziaria, ha dichiarato che è possibile esaminare la variante ancorché sia ancora pendente il giudizio di revocazione, ma appare del tutto illogico e contrario al perseguimento dell’interresse collettivo assentire alle istanze del privato senza aver prima definito il contenzioso, quanto meno con procedure ufficiali e alla luce del sole.

Un tale comportamento è a nostro avviso inopportuno e soprattutto sconveniente sotto ogni punto di vista.

Dobbiamo inoltre fare un pesante rilievo sulla procedura di variante che state adottando.
Come tutti ricorderanno, nel dicembre 2013, assieme alla variante vera e propria venne approvato un accordo procedimentale nel quale la Coneroblu assumeva precisi impegni in favore del Comune (tra cui il famoso marciapiede).

Oggi vi apprestate a concedere la variante senza alcuna contropartita da parte dei proponenti, quindi non solo lasciate appesa sulla testa dei portorecanatesi la spada di Damocle del giudizio, ma in più regalate la variante senza chiedere oneri in cambio.

Dovete proprio voler bene a questi soggetti per essere così magnanimi.
Vi state fidando ciecamente di una società che ha un capitale sociale versato di soli 2.500,00 euro e che, per le fideiussioni, ricorre alle ditte cui subappalta anziché impegnarsi in prima persona.
Ci dica allora signor Sindaco di chi sono i soldi investiti e da dove esattamente arriveranno.
Da lei ci aspettiamo la tanto decantata trasparenza che la sua vice ci ha sempre negato.
Ci dimostri di essere veramente il primo cittadino.

A questo punto, chiediamo formalmente al responsabile del servizio, il geometra Daniele Re, che ha reso parere favorevole in ordine alla legittimità della proposta, ovvero al Sindaco in sua vece, se e in che misura si è tenuto conto del disposto di cui all’art. 16 comma 4 lettera d) ter del testo unico in materia di edilizia. (D.p.R. 380/2001). Esso dispone che il vantaggio offerto al privato che beneficia della variante sia monetizzato in sede di determinazione degli oneri di urbanizzazione, e questo presuppone una preliminare e specifica delibera di consiglio.

Altra questione: ci state rappresentando la variante bis come una forma ridotta del precedente progetto, quasi fosse una gentile concessione della Coneroblu e compagnia.
Dovreste invece spiegare bene ai portorecanatesi che la riduzione è conseguenza diretta dell’aggiornamento del nuovo Piano di Assetto Idrogeologico adottato dall’Autorità di Bacino regionale nell’agosto 2016.
In cosa consiste la modifica?
In sostanza nell’incremento del perimetro e nell’aggravamento dell’indice di rischio da medio ad elevato delle frane mappate su quella porzione di territorio.
Esiste soltanto una frana segnalata in tutto il comune di Porto Recanati: voi ci farete costruire sopra, voi da oggi ve ne assumete tutte le responsabilità.

Ancora una volta non siamo di fronte ad un ravvedimento, ad una presa di coscienza delle criticità insite in quei terreni e consacrate dal Consiglio di Stato: congelate 31.000,00 metri cubi solo perché non potete fare diversamente.

State frazionando artificiosamente l’intervento andando contro ogni criterio di sana e razionale pianificazione urbanistica.
Lo state facendo solo per aggirare in maniera spudorata i vincoli idrogeologici, della serie “intanto partiamo, poi col tempo cercheremo di smantellare quant’altro ci ostacola”.

Ancora una volta: perché tutta questa fretta? Perché vi adeguate ai tempi del privato piuttosto che attendere, come sarebbe più saggio, la definizione del progetto di variante al P.A.I.?

Ancora una volta forzate inspiegabilmente i tempi, come avete fatto per la realizzazione del marciapiede quando, invece di attendere l’approvazione definitiva della variante, avete preferito anticipare il tutto perché incombeva la campagna elettorale.

Non solo, Coneroblu e compagnia, accettando il rischio della conferma delle prescrizioni fortemente limitanti del P.A.I., dimostrano che il progetto, inteso nella sua interezza in realtà non esiste.
Per capirci: chi inizierebbe a costruirsi una casa a metà, sperando che domani sparisca la frana che grava sull’altra metà casa e sul giardino?

Questo sospetto noi di Uniti per Porto Recanati lo abbiamo sempre avuto, fin da quando abbiamo scoperto che già nel 2007 l’architetto Biagioli, quale tecnico di fiducia di Arturo Maresca, aveva presentato un progetto sulle stesse aree .

Esso prevedeva solamente ville, e non avrebbe mai potuto superare i vincoli dei piani territoriali provinciali e regionali: da qui, probabilmente, l’idea del resort.

Anche nel 2007 la signora Rita Karmaliuk aveva un ruolo nell’operazione, la stessa signora Karmaliuk che in quegli anni a Manilva, in Spagna, per conto di alcune società, sviluppava su un’area di proprietà di circa 90 ettari una progettazione di un hotel 5 stelle e più di 1200 unità abitative.

Quando stavano per essere avviati i lavori, avendo avuto sentore negli ambienti finanziari di una imminente crisi, vendeva tutto ad un’importante società di investimenti immobiliari spagnola.
In pratica veniva messa in atto una mega operazione finanziaria, non certo urbanistica.

Tornando a Porto Recanati, in dieci anni siamo passati dalle ville al mega resort al mini resort. Ci sorge il sospetto che l’obiettivo era ed è soltanto realizzare una gigantesca speculazione e farlo proprio su quella collina.

Abbiate la decenza di smetterla di farci credere che l’operazione urbanistica abbia a che fare con la riqualificazione dell’offerta turistica, dato che il luogo non è minimamente appetibile da quel punto di vista.
Smettetevela di magnificare i vantaggi che avremo.
Sventrerete 34 ettari di collina - il 2% per cento del territorio cittadino - e in cambio offrite ai portorecanatesi la promessa di splendidi parchi urbani.

Andiamo a vedere quelli che ci avevate promesso anni fa per indoraci la pillola di altre mega speculazioni: dov’e’ il parco urbano delle Torri di avvistamento, dov’e’ il parco urbano della Peep 3, e in che condizioni versa quello di Montarice della lottizazione Bartoloni?

Non siamo contrari allo sviluppo, siete voi che da anni spacciate per tale la pratica di cementificare a macchia di leopardo privilegiando le istanze e gli interessi dei privati rispetto ai veri bisogni della città.

Sono anni che abbindolate i portorecanatesi con progetti faraonici che puntualmente disattendete e riproponete alla successiva occasione.

Stavolta siete sicuri: dove non sono riusciti i fallimenti della Rozzi S.p.a. e Zeus S.r.l. riusciranno senz’altro la Coneroblu e compagnia,… tutt’al più ce la rivenderete al prossimo giro.

Pur volendo credere alle vostre favole, non venite a raccontarci che gli oneri di urbanizzazione versati in fase di realizzazione costituiranno un vantaggio per la cittadinanza. Avete fatto bene i conti di quanto costerà alla città portare i servizi essenziali fino a quella collina?
Dichiarate di essere consapevoli che l’intero sistema fognario della zona è quasi inesistente e dovrà necessariamente essere realizzato per sostenere l’ulteriore carico.
Alla fine cosa rimarrà nelle casse del Comune?

Leggiamo articoli di stampa che magnificano il progetto Burchio e riferiscono di valutazioni in termini di occupazione e benefici economici.
Venerdì sera, in sede di commissione, le abbiamo chiesto signor Sindaco di avere una copia del business plan e lei, candidamente, ci ha risposto che non esiste alcun piano economico e che i valori circolati sono frutto di un calcolo approssimativo fatto dalla stessa amministrazione.
La cosa ci lascia a dir poco basiti.
Spiegate bene ai cittadini che la variante determina solo una modifica della destinazione delle aree, che passeranno da agricole a insediamento turistico.
Nei limiti di quanto previsto dal Piano Regolatore, Coneroblu e compagnia potranno fare ciò che vogliono senza vincoli.
Approvata la variante il Comune non avrà più alcuna voce in capitolo.

E per finire, con la serie “la storia non insegna nulla” vogliamo ricordarvi che anche l’architetto Sperimenti sosteneva che l’Hotel House avrebbe portato sviluppo turismo ed occupazione: a cinquant’anni di distanza ne paghiamo ancora i costi sociali.

In considerazione delle valutazioni sin qui esposte, formuliamo formale diffida con la quale intimiamo all’Amministrazione comunale di non procedere all’adozione della variante prima che:
- sia definito il contenzioso pendente;
- siano definiti i criteri di cui all’articolo del Testo Unico in materia edilizia sopra citato (D.p.R. 380/2011);
- sia definita la procedura di variante al P.A.I.

Decidere diversamente potrebbe determinare a nostro avviso un grave pregiudizio per Porto Recanati e i suoi cittadini.

In conclusione, chiediamo che il presente intervento e annessa diffida vengano allegati alla delibera.


CONSIGLIO COMUNALE: L'INTERVENTO DI SAURO PIGINI (MOVIMENTO CINQUE STELLE)

Sig. Sindaco, questa variante non è ricevibile dal Consiglio Comunale.

E’ una variante che fa male al paesaggio ed al territorio.

Permettetemi di dire con parole semplici che il proponente vuole offrire in modo sfacciato tutta una volumetria raccogliticcia in variante sui crinali panoramici, in area ridotta, rivelando le giuste osservazioni del Consiglio di Stato.
L'unico elemento di pregio sarebbe il complesso dell'albergo con i suoi servizi accessori, mentre tutte le “piccole costruzioni” altro non sono che una indegna colata di cemento, di palazzinara memoria, posta su una veduta panoramica vergine.
Le "villette" infatti non sono il ricettivo di lusso che tanto viene pubblicizzato, ma rappresentano una vera e propria cementificazione di massa, di natura speculativa.

Il proponente parla di destinazioni turistiche e non residenziali, ma tale impostazione non risulta condivisibile, in quanto la tipologia del nuovo insediamento è di fatto residenziale, come ha detto lei prima, Sig. Sindaco, con perfetto lapsus freudiano.

Davvero è incomprensibile il criterio utilizzato dall'Ufficio Tecnico Comunale per poter fornire il parere di legittimità a questa variante.

State autorizzando un'assurda approvazione di variante al P.R.G. di queste proporzioni, in zona P.A.I. R3 P3, ovvero a pericolosità alta.
Sarebbe logico e rispettoso della popolazione aspettare perlomeno l'esito del ricorso per la deperimetrazione: meglio aspettare l'eventuale approvazione della deperimetrazione presentata al P.A.I., perché costruire in R3 P3 è da pazzi.

Il proponente ha tolto dalla variante tutti gli accessori, ma così non può funzionare...
E' come un'automobile che viene venduta senza ruote: un'auto senza ruote non serve a niente, è solo una carcassa inquinante!!

Da una parte vi sono aree a vocazione agricola che vengono cementificate, dall'altra vi sono aree in zona industriale che vengono regredite ad agricole: che razza di compensazione urbanistica è questa?
E' un ragionamento fittizio, che non funziona, e le promesse di posti di lavoro, in mancanza di un vero piano economico, sono solo numeri sparati a caso e rappresentano carta straccia che il primo vento se la porta via.

Sig. Sindaco, lei dice di aver ben valutato e promette che l'impatto di questa variante sarà positivo.
A chi è rivolta oggi questa promessa?
Avete ingannato i vostri elettori, quando in campagna elettorale affermavate che per voi “il Burchio era un problema Chiuso, perché esiste una sentenza del Consiglio di Stato e voi le sentenze le rispettate”: sono parole vostre.
Ma non vi basta, volete ingannare anche questo Consiglio Comunale, ma non avete un minimo di dignità?

Un’amministrazione che si vanta di gestire la cosa pubblica in maniera trasparente non può essere definita tale se non consente ed agevola la verifica democratica del proprio operato.
La democrazia ha le sue regole. Quelle scritte e quelle non scritte. Una di queste è quella che vieta ad una minoranza maggioritaria di usare la forza per imporre le proprie idee.

Avete detto in quest’aula che operate per il bene e l’interesse della città.
E allora Sindaco e Vice-Sindaco io credo che questo sodalizio, così potente e così carico di amore per la città, sempre per il bene della città, ci stia uccidendo quella che è una delle tipicità proprie di Porto Recanati. Ci sta uccidendo il paesaggio, sta sfigurando la cartolina che ha reso celebre nel mondo Porto Recanati.

E allora veramente voi pensate che continuando a distruggere il paesaggio, a distruggere quel capitale che i nostri nonni, i nostri genitori ci hanno trasmesso e che ci ha consentito di vivere di rendita per quasi un secolo, Porto Recanati possa rinnegare la propria vocazione?
Non è certo con una colata di cemento da costruire su di un terreno franoso che si risolvono i problemi di posizionamento turistico della città.

A me preme sottolineare come questa operazione, che viene avviata questa sera, è fatta contro due dei principali beni della città che sono il paesaggio ed il territorio. Due beni comuni a tutti i cittadini.



Tutto questo per colpa di un modo di fare della vecchia politica. Quella politica che, data la nostra location marina, verrebbe da dire da bucaniere. Di quella che deve prendere oggi perché il domani potrebbe essere incerto. Di quella vecchia politica che ci ha portato a questo stato di crisi per la quale ci sono sempre meno diritti, sempre meno sicurezza, più disagio sociale e dove il do-ut-des risulta essere l’unica frase latina conosciuta dai più. E dove, ulteriore segno del degrado profondo in cui è sprofondata la nostra società, ormai priva di quei valori morali che sono il collante di qualunque comunità, certi organi di informazione non esitano a manipolare la realtà, abdicando a quel ruolo sacro di quarto potere, che tanto ha contribuito e che ancora potrebbe contribuire alla rinascita del Paese. Ma tant’è per cui a noi, questa sera non è dato altro, in questa sede, che denunciare ed evidenziare certe scelte scellerate portate avanti dalla maggioranza.

Non bastavano le torri di avvistamento. Non bastava la muraglia Mengoni. Non si poteva cercare di indirizzare l’investimento verso aree già deputate allo scopo? No! Evidentemente ci troviamo di fronte ad un amore che esprime il meglio di sé solo in un clima collinare, con vista Hotel House, impianto di depurazione ed autostrada e con il brivido della frana! Ma, come si sa, l’amore è cieco e quindi va bene così.

Concludo dicendo che a tutt’oggi una regola di vita, per me, è stata quella di credere sempre nella buona fede dei miei interlocutori. Salvo naturalmente, poi, verificarne la veridicità.
Non intendo cambiare questa regola da questa sera per cui, colleghi consiglieri della maggioranza, votate con coscienza perché, come ebbe a dire il vostro leader nella scorsa seduta: siete maggioranza, avete i numeri per poter fare come vi pare.
Accomodatevi.
L’arroganza, in genere, scaturisce dalla pochezza delle idee e quindi delle proposte.
Questa sera ne abbiamo avuto uno splendido esempio.

CONSIGLIO COMUNALE: L'INTERVENTO DI GIANCARLA GRILLI (CITTA' MIA)

L'intervento di Giancarla Grilli in Consiglio Comunale Burchio


In questa sede siamo oggi chiamati ad esprimerci sulla proposta di variante di cui alla missiva protocollata a firma del Sig. Vladimir Galperin, legale rappresentante della Coneroblu srl e sul parere di legittimità conferito dal facente funzioni di dirigente dell’Ufficio urbanistica del nostro Comune Geometra Re.

Vogliamo quindi partire proprio dalla relazione riportata dalla delibera che oggi viene posta all’Ordine del Giorno, per riscontrare quanto segue:



1. Una prima considerazione generale riguarda il fatto che questa nuova variante viene analizzata e trattata (nella relazione) come clone di quella presentata in forma di proposta ilo 30 dicembre 2013, votata all’unanimità dai presenti in Consiglio, come ricordato, tralasciando tuttavia il fatto che le opposizioni, costituite da 8 membri su 17, abbandonarono l’aula proprio nel momento del voto e che quindi l’unanimità dei presenti si sostanzia in 9/17simi del Consiglio Comunale.



2. Viene così ripetutamente richiamata la variante del 2013 che addirittura viene indicato nella relazione che “attualmente è pendente presso il Consiglio di Stato la richiesta di revocazione presentata dalla Coneroblu rispetto alla sentenza”.

Si aggiunge poi che la sentenza emessa dal Consiglio di Stato non impedisce al Comune di esaminare e valutare una variante che sia confacente all’interesse pubblico e, su questi presupposti, il Comune ha esaminato e valutato adeguatamente la nuova richiesta.



Tirando le somme, in tutta la relazione si trovano riferimenti alla precedente variante, per giustificare la bontà di quella nuova, tanto da sostanziarsi nella considerazione che persino le procedure di VAS e VIA che la provincia dovrà attuare in relazione all’adozione della stessa, saranno sicuramente favorevoli, poiché il vecchio progetto (testuali parole) “è sì dimensionalmente superiore al presente, ma uguale come impostazione...”

Dunque, spiegateci bene; non abbiamo piena cognizione del nuovo progetto, dato che questa volta vi siete visti bene dal portare a contemporanea votazione il relativo Accordo di Programma. Possiamo solo intuire, da quanto possiamo leggere, che sarà ridotto a livello volumetrico, ma nella impostazione sarà uguale.

E cioè stessa area, stessa struttura alberghiera, forse meno villette e sicuramente nessuna attrezzatura sportiva, che presumibilmente sarebbe ricaduta in piena zona classificata P3 dal piano PAI.

Ma allora come potete ritenere che il nuovo progetto sia confacente all’interesse pubblico se uguale nell’impostazione ad uno che è stato cassato dal massimo organo giudiziario amministrativo?

Saremmo curiosi di sapere quale approfondito esame è stato compiuto per ritenere che una semplice riduzione di volumetria possa far sopravvenire tutela di interesse pubblico alla variante, laddove questo interesse è stato assolutamente pregiudicato dalla precedente.

Ma andiamo oltre.



3. Prosegue la relazione nel sostenere che alla luce di nuove visioni delle distinte attività turistiche si è giunti alla conclusione che alcune previsioni di sviluppo non sono state attuate e sarebbe importante rilocalizzarle magari in zone più fruibili e centrali rispetto all’assetto generale del territorio. Analogo ragionamento per le aree industriali che oggi non sono più attuate e non potranno avere alcun incremento almeno per i prossimi decenni.



Affermazioni forti, preludio di un orizzonte catastrofico quantomeno per il comparto industriale locale. Forse è proprio per questa attenta analisi che nel 2013, concedevate una variante all’area adiacente alla A14 di proprietà di una ditta già coinvolta nella realizzazione del famoso marciapiede donato alla città e poi risultato da pagare a peso d’oro.

Sì perché nel brodo di giuggiole di perequazioni di cubature approdate nell’area del Burchio, ci sono anche retrocessioni di aree industriali, create ad hoc nel PRG nel 2013 e oggi retrocesse perché tanto la zona industriale, ci dite, non si amplierà per i prossimi decenni. Complimenti!

Intanto però nelle previsioni di sviluppo turistico vi siete dimenticati di aree già lottizzate a tale scopo come il lotto Pierantoni, la zona dei laghetti ecc. che è vero non sono ancora partite, ma che se dovessero decollare, vedrebbero un sovraccarico di strutture ricettive assolutamente squilibrato rispetto ai normali flussi turistici locali.

Da dati certi sappiamo che nella scorsa stagione turistica, a Porto Recanati si potevano contare 600.000 presenze extra-alberghiere (camping, residence) più quelle ospitate nelle case in affitto e nei B&B. Il nostro è un turismo di tipo familiare e questo siete andati a promuovere nell’ultimo fine settimana alla fiera del turismo di Modena.

Credete davvero che Porto Recanati abbia bisogno del super-resort del Burchio?



4. Nella relazione si legge ulteriormente che il risparmio volumetrico riconosciuto in questa nuova variante non è di impedimento a che i 31.435 mc di volumetria residua, non possano essere eventualmente reinseriti in successiva variante, qualora la definizione del piano PAI subisca una retrocessione da P3 a P2.



Dov’è il vantaggio di questa nuova variante se alla fine, Autorità di Bacino permettendo, ci ritroviamo una lottizzazione di più di 78.000 mc? Quello che oggi ci proponete dunque non è altro che un Burchio 1 rateizzato.

Signori consiglieri di maggioranza, stando così le cose, un nuovo e certo ricorso al TAR vi vedrebbe responsabili di una reiterazione di delibera illegittima già bocciata da una sentenza del Consiglio di Stato.

Quando oggi alzerete la mano per dare corso a questo procedimento amministrativo, ricordate, siete pienamente consapevoli di quanto vi stiamo segnalando. Siamo sicuri che, come successo in passato, abbiate tutti sottoscritto una polizza assicurativa a copertura di eventuali danni. Ci auguriamo per voi, che la copertura sia garantita anche in caso di colpa grave.



5. E adesso passiamo all’area archeologica.

Nel 2001 la dottoressa Edvige Percossi Serenelli così scriveva nel suo libro “Potentia quando poi scese il Silenzio”:

Ma, soprattutto in confronto a ben più gravi scempi perpetrati ai danni di quest’area di straordinario interesse archeologico e all’ambiente circostante dalla sconsiderata approvazione di progetti edilizi che hanno snaturato un tratto di paesaggio fluviale e costiero...”

Ora invece la stessa persona nella sua “RELAZIONE E STUDIO ARCHEOLOGICO” per la variante del Burchio esalta addirittura come una sorta di manna dal cielo questa nuova edificazione.

Leggiamo con stupore le sue parole:

L’intenzione di costruire in un’area segnalata per interesse archeologico dà di norma luogo a conflitti di opposti interessi, cui seguono lungaggini burocratiche che talvolta purtroppo incidono negativamente sulla tutela del bene stesso oltre che sulla realizzazione dei progetti. Nel caso in questione, l’intenzione di realizzare un complesso turistico sulla collina di Colle Burchio potrebbe invece rappresentare un esempio, purtroppo assai raro ma estremamente positivo quando applicato, di positiva convergenza di intenti fra Committenza, Ente locale e Amministrazione periferica dello Stato titolare dell’interesse alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, in questo caso quello archeologico”.



La valorizzazione del patrimonio culturale non può mai passare attraverso lo sfruttamento irreversibile del suolo e sorprende davvero come si possa affermare che occorra “verificare la probabile interferenza fra le infrastrutture sportive previste sul pianoro e il giacimento archeologico” quando è sufficiente sovrapporre la planimetria di progetto con i giacimenti della Fig. 1 segnati con n° 105 per avere CERTEZZA della interferenza! ( vedi pubblicazione del 2006 dal titolo “I siti archeologici nella vallata del Potenza” scritta a sei mani dalla stessa Dott.ssa Percossi, Gaia Pignocchi ed il Prof. Vermeulen).

Nella scheda 105 di pag.184 si legge che questo giacimento “potrebbe essere interpretato come un insediamento rurale costituito da un edificio principale circondato da uno o più fabbricati annessi”

la cui occupazione va dal III sec. a.C al VI d.C.

Si tratta quindi di un insediamento addirittura precedente alla deduzione della colonia di Potentia

(II sec. d.C) in grado di fornire importanti informazioni sul processo di romanizzazione di terre picene (l’abitato piceno è a poche centinaia di metri).



Non si è in presenza di un “rischio archeologico”, ma della certezza di imbattersi in evidenze archeologiche di straordinario valore come la Percossi non manca di evidenziare nella sua relazione e si fa fatica a comprendere come si possa valorizzare un qualcosa che potrebbe essere seriamente danneggiato già dallo scavo della prima trincea.

Ci si chiede, forse senza risposta, come non sia del tutto evidente che questo parco archeologico che la stessa Dott.ssa Percossi vagheggia nella sua relazione, sia in evidente, netto ed irrisolvibile contrasto con la realizzazione di nuovo edificato e soprattutto per quale motivo l’edilizia condannata con tanto sacrosanto vigore nel 2001 debba essere per forza peggiore di questa che si vorrebbe andare a realizzare.



Sconcertante leggere a pag. 34 della relazione generale che, per quanto concerne il PPAR “Vi rientra un piccolo lembo nel settore orientale dell’area. Tale area è stata già interessata dal tracciato autostradale che di fatto l’ha frazionata. Inoltre essa è stata tolta in sede di trasposizione attiva, in sede variante generale al PRG, liberando di fatto l’area dal vincolo”.



E’ stata tolta in sede di trasposizione attiva?



Le evidenze archeologiche sono lì da secoli e si può giocare quanto si vuole con carte e cavilli, ma la sostanza non cambia.



Si sta per infliggere una profonda ferita al patrimonio culturale e paesaggistico della nostra città senza che ci si possa appellare a fatti imprevisti ed imprevedibili perché è tutto talmente chiaro e mappato che la competente Soprintendenza archeologica ha già espresso in modo netto e chiaro la sua posizione.



6. Ultima considerazione in ordine di presentazione ma non certo per importanza.

Ci riferite nella delibera che il professionista incaricato nella persona dell’Avv. Prof. Mario Sanino di Roma, ha confermato la possibilità di intraprendere l’esame della variante ab origine ancorchè in fase di revocazione.

Gradiremmo leggere questo parere, tuttavia ci suona alquanto allarmante che il Comune di Porto Recanati, oggi, assecondi una richiesta di variante di un privato nei confronti del quale pende un procedimento giudiziario per revocazione della sentenza del Consiglio di Stato che bocciò definitivamente la prima variante.

State facendo un doppio regalo alla Coneroblu:

- gli fate passare una variante

- non richiedete neppure la rinuncia alla prosecuzione dell’azione giudiziaria

Quantomeno ci saremmo aspettati che oggi foste venuti in Consiglio con un documento di rinuncia, da parte della Coneroblu, a qualsiasi richiesta risarcitoria.

Neppure in questo avete tutelato il Comune!



Ci domandiamo: quale interesse pubblico può esserci nel concedere una variante ad un privato, nonostante il dettato imperativo di un’autorità giudiziaria amministrativa?



Cari consiglieri della maggioranza, sindaco e vice sindaco a parte, forse non siete stati adeguatamente informati di cosa significa tutelare l’interesse pubblico di un Ente comunale.

Questa variante risponde a tutto meno che ad esso. Siete persone oneste e crediamo che tutti voi amiate Porto Recanati. Non lo lasciate in mano agli squali speculatori che già in passato tanti danni hanno fatto a questo paese.